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Qualche tempo fa il mio tecnico dei computer mi ha spiegato perchè esistono gli antivirus.
Bene, in questi giorni pensando a questo gioco, bello, ben fatto, interessante, mi è venuto da pensare che questo
gioco ha preso un virus, una malattia.
Il virus di questo gioco si chiama "giocatori antisportivi".
Ho letto anche il messaggio di oggi di Cachezzo, e credo che in parte abbia ragione.
In parte, perchè probabilmente nei trucchi, negli escamotage di cui lui parla, che sono stati usati, e denunciati,
in precedenza, io immagino comunque una qual sorta di lealtà.
Qui ci troviamo di fronte ad un'altra razza. Qui stiamo parlando di persone che non hanno ancora capito
il concetto di sportività.
I bambini, la prima cosa che imparano (mangiare, dormire, e riempire i pannolini non lo imparano, è la natura)
è giocare. Man mano che passano i mesi i giochi dei bambini si evolvono, cambiano.
Nei primi anni al bambino è sufficiente giocare. Ad una certa età, 5-6 anni, scopre che ci sono dei giochi
dove c'è qualcuno che vince. Allora per loro il divertimento sta nel vincere: che giochino a calciobalilla con
papà, o a tombola con la nonna, loro devono vincere. 8-9 anni, è l'età in cui salgono di corsa le scale per fare
la gara con l'ascensore e dire "sono arrivato prima io". Allora bisogna che tu, adulto, li lasci vincere,
altrimenti piantano una manfrina che non finisce più. Poi, quando conoscono i giochi di squadra, magari giocano
nei "pulcini" o "miniesordienti" (adesso la categoria esatta non la so) cominciano ad intravedere il concetto di
sportività. Mio figlio ha undici anni, il concetto di sportività lo conosce già.
Mio marito è un fan del film "il cacciatore", di Cimino (anche a me piace molto): allora gli ha mostrato la scena
della caccia al cervo, quella "un colpo solo..."...sono sicura che molti di voi ce l'hanno ben presente... e poi
ne hanno discusso insieme. Credo sia stato educativo.
Mi ha chiesto, relativamente a questo gioco: "ma si vince qualche cosa, che ne so, una playstation?" e quando gli
ho risposto di no mi ha chiesto "mamma, ma allora che soddisfazione c'è nel vincere giocando scorrettamente?".
Nessuna, gli ho risposto, ma forse per qualcuno ce n'è: qualcuno più piccolo di te.
Siamo di fronte ad un'altra razza, dicevo, che non ha superato quella fase della crescita dove l'importante è
vincere, non importa come; proprio per questo dànno così spesso dei "bambini" agli altri.
Qualcuno, mi verrebbe da dire uno o più mentecatti, che non sono nemmeno abbastanza intelligenti da capire che
se voi, altra categoria di giocatori, aveste voluto usare i loro stessi metodi , non vincerebbero comunque.
Ho letto il messaggio di Dowjones, che abbandona la borsa dell'hockey per non stare ad un gioco che non condivide,
e altri ne seguiranno, sono sicura. E' un bel gesto, lo apprezzo, ma non servirà.
Non serviranno nemmeno gli accorgimenti che a breve la Redazione potrà trovare, non c'è antivirus che tenga.
Nemmeno le agognate squalifiche, perchè il giorno stesso iscriveranno altri 2, 5, 10 "nick" e si ricomincerà daccapo.
L'unica speranza, per quei giocatori che credono nella sportività, è che il virus, così come è arrivato, un giorno
se ne vada.
Buon weekend a tutti
Buon weekend soprattutto alla Redazione, che ha tutta la mia stima e anche quella degli altri utenti;
ma quale guerra?
Chiara64
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